ProPatria - Cremonese 1-3 I gemelli del gol si fanno i complimenti
Se dagli spalti l’accoglienza è stata terribile, del tutta diversa è stata l’accoglienza ricevuta a fine gara da Gianluca Temelin. L’ex attaccante della Pro Patria in sala stampa ha ricevuto pacche sulle spalle, complimenti, sorrisi. Segno che i giornalisti lo apprezzavano anche come uomo.
Ti aspettavi questa accoglienza da parte del pubblico bustocco?
“Sinceramente no. Penso di aver fatto qualcosina per la Pro Patria segnando 40 gol in tre anni ma tutto sommato è meglio così, meglio questo che l’indifferenza, vuol dire che ho lasciato il segno”.
Forse i tifosi locali ti temevano, timori rivelatisi fondati con la tua bella doppietta. Possiamo dire che la tua è stata una prova ottima?
“Sono contento di aver giocato una buona gara. L’importante era vincere, contro una buona squadra che ha la miglior difesa del campionato. Abbiamo segnato tre gol in un bel primo tempo poi nella ripresa abbiamo gestito il risultato”.
Hai rigenerato anche “Ciccio” Graziani con l’assist del gol. Tu che sei anche il suo compagno di stanza nei ritiri come lo hai visto?
“Sono veramente contento per lui perché per un attaccante il gol è tutto. Lui ha inizio stagione ci ha trascinato, poi ha attraversato un momento difficile ma ora si è sbloccato”.
Parliamo del rigore su di te.
“Il primo rigore era netto (Temelin si riferisce al rigore concesso, Nda). Sul secondo (un rigore reclamato per intervento di Citterio nella ripresa ma non concesso, Nda) credo che il difensore abbia toccato prima la palle e poi le mie gambe”.
A parte la promozione quali sono i tuoi obiettivi?
“La prima cosa è la serie B. Poi è chiaro che essendo lì vorrei vincere il titolo di capocannoniere che l’anno scorso ho mancato per un gol. E poi mancano 2 gol a quota 100 reti in carriera. Insomma, i traguardi non mancano”.
L’altra faccia dei gemelli del gol grigiorossi è quella di Gabriele Graziani, finalmente tornato a fare centro dopo una lunga astinenza. Anche “Ciccio” è molto contento.
Finalmente il gol tanto atteso è arrivato.
“Devo ringraziare Temelin che mi ha spizzato la palla buona. E’ finito un incubo, è una liberazione immensa per me, sono felice anche perché ho fatto gol di piede. Fisicamente sto bene. Sono contento per Gianluca e anche perché abbiamo dimostrato che in campo non c’è incompatibilità tra di noi. Sono onorato di giocare per questa squadra che lotta e ha umiltà, non ci sono primedonne e sappiamo che in serie C non si fa calcio-champagne”.
Ferdinando Vitofrancesco è originario del foggiano ma abita a Tradate, a due passi da Busto Arsizio. Una specie di ritorno a casa quindi per l’esterno grigiorosso.
Come è andata oggi?
“Sono contento di aver avuto la fiducia del mister. Ho giocato pochi palloni ma sulla mia fascia era difficile, avevo un avversario ostico (dalla sua parte giocavano Imburgia e Vecchio, Nda) e ho fatto più fatica del solito. Il risultato è importante, per me è importante farmi trovare pronto quando servo.
Non mi aspettavo di accumulare tutte queste presenze a inizio campionato”.
Fonte:Il Vascello

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